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CROAZIA SOTTO IL MARE:

Il fondo sottomarino croato nasconde piu' di 85 destinazioni per i sub, registrate e descritte. Tuffatevi fino ai velieri antichi e fino ai prati di corallo sui verticali muri sottomarini, visitate le grotte marine e le carcasse delle navi di guerra che sono diventate habitat di pesci e scoprite la coste e le isole croate sotto il mare.
ISTRIA:
CARCASSA DEL TRAGHETTO PER PASSEGGERI BARON GAUTSCH: 8 NM DA ROVINJ

profondita': 28 - 42 metara
localita' adatta ai sub avanzati
Il traghetto per passeggeri Baron Gautsch lungo 85 e largo quasi 12m, affondo' vicino a Rovinj nel 1914. Viaggiava da Kotor a Trieste quando per caso urto' ad una mina rimasta sotto il mare e porto' con se al fondo 240 vittime. Il ponte superiore si trova sulla profondita' di 28 metri, il ponte inferiore sta a 36 metri di profondita', mentre il fondo della nave si trova sulla profondita' di 42 metri. La carcassa e' conservata molto bene ed e' considerata tra le piu' belle sull'Adriatico. L'atrazione speciale e' possibilita' di entrare all'interno della nave.

KVARNER:
CARCASSA DELLA NAVE PELTASTIS: LA BAIA DI KLIMNO, L'ISOLA DI KRK

profondita': 7-32 metri
localita' adatta a tutte le categorie, dai principianti ai sub avanzati
la nave affondo' nel 1968, sbattendo sulle roccie durante un temporale, quindi la carcassa si trova soltanto 50 metri dalla costa. La cima dell'albero si vede gia' a 7 metri di profondita', mentre la nave e' piantata nel fondo fangoso. A disposizione di sub ci sono il ponte superiore, il bagagliaio e lo scafo di ferro, e sulla poppa si trova sala delle macchine fino alla quale si puo' scendere con le strette scalline della nave. Nella carcassa spesso si possono vedere branzini che pesano da 4 a 5 kg.

DALMAZIA SETTENTRIONALE:
KATEDRALA - SISTEMA DI GROTTE SOTTOMARINE NELLA BAIA DI SIROKA: L'ISOLA DI PREMUDA

profondita': 5-40 metri
localita' e' adatta a tutte le categorie, dai principianti fino ai sub avanzati
Benche' tutta la costa sudoccidentale dell'isola di Premude, dalla baia di Zaporat fino al promontorio di Lopat, sia destinazione da raccomandare ai sub, il posto particolare appartiene a Katedrala - localita' situata vicino alla costa della baia di Siroka - nota per tutta una serie di grotte sottomarine con numerose crepe e buchi. Le grotte sono collegate tra loro attraverso corridoi lungo i quali e' possibile nuotare. Grazie alla pietra porosa da cui sono costruite, la luce del giorno crea un bellissimo gioco tra luce e ombra sui muri delle stanze sottomarine.

DALMAZIA CENTRALE:
MURO SOTTOMARINO VICINO AL ISOLOTTO DI STAMBEDAR, PAKLENJACI:

L'ISOLA DI HVAR
profondita': 5 - 45 metri
localita' e' adatta a tutte le categorie, dai principianti ai sub avanzati
Stambedar e' isolotto piccolo che appartiene al gruppo di Pakleni otoci, vicino all'isola di Hvar. Ai sub Stambedar e' interessante per il bellissimo muro sottomarino che comincia sulla profondita' di verso 5 metri da dove si distende fino alla profondita' di 45 metri. Sulla parte piu' profonda si trova un vero bosco di gorgonie rosse e viola, mentre la particolarita' piu' affascinante della localita' e' mondo animale molto ricco: pesce vario, alghe, chicciole e ricci di mare e tante altre specie marine hanno loro habitat intorno all'isolotto.

DALMAZIA MERIDIONALE:
CARCASSA DELLA NAVE COMMERCIALE TARANTO:
DUBROVNIK

profondita': 23-55 metri
localita' e' adatta soltanto ai sub avanzati
La nave Taranto affondo' davanti a Dubrovnik nel 1943 urtando ad una mina degli alleati, quindi intorno alla carcassa ben conservata si trovano parti del carico e del motore. La stessa nave si e' divisa in due, la parte della poppa si e' immersa nella sabbia, mentre la prua, appoggiata su una rocia sottomarina, e' rimasta sotto l'angolo di 45 gradi. Il fascino della destinazione e' ancor piu' grande perche' dentro la carcassa loro habitat hanno oltre ad alcuni gruppi di pesci, anche due grandi cernie.



MAR MEDITERRANEO:

Il Mar Mediterraneo sia a causa della sua posizione geografica, al limite fra i mari caldi e freddi, sia per la sua storia paleogeografica e paleoecologica presenta peculiari caratteristiche biologiche: prima fra tutte un profilo termico verticale con temperature che anche alle massime profondità non scendono al di sotto dei 128/138 C a causa dell'esistenza a circa 320 m.

Il Mar Mediterraneo sia a causa della sua posizione geografica, al limite fra i mari caldi e freddi, sia per la sua storia paleogeografica e paleoecologica presenta peculiari caratteristiche biologiche: prima fra tutte un profilo termico verticale con temperature che anche alle massime profondità non scendono al di sotto dei 128/138 C a causa dell'esistenza a circa 320 m. dalla superficie della soglia dello Stretto di Gibilterra, che impedisce l'ingresso di acque profonde fredde di provenienza oceanica. Vi è inoltre nel Mediterraneo una forte tendenza all'evaporazione bilanciata dall'ingresso di acque di origine atlantica attraverso lo Stretto ed in misura minore dall'apporto fluviale e dalle precipitazioni. In generale è possibile parlare di Mediterraneo occidentale ed orientale, differenti soprattutto per quanto concerne la temperatura (per il bacino occidentale 12°/13°C invernali e 23°C circa in estate mentre per quello orientale sui 16°C invernali e 26°/29°C estivi) e la salinità (quello orientale è più salato) e di conseguenza anche per le specie biologiche che è possibile rinvenire nelle due zone. Inoltre i mari temperati presentano la peculiarità che mentre la temperatura delle acque profonde resta abbastanza costante, gli strati superficiali risentono notevolmente dei cambiamenti stagionali: a fine inverno/inizio primavera vi è in questo senso una omogeneità di tutta la colonna d'acqua, che varia invece in relazione al progressivo aumento delle ore di luce, e quindi con l'approssimarsi della stagione estiva, dando vita ad uno strato superficiale a temperatura più elevata (strato che in estate può raggiungere anche i 20-30 mt), separato inferiormente da una specie di barriera (termoclino, riconoscibile in acqua, oltre che per lo sbalzo termico, anche in alcuni casi per la presenza di una fascia a differente visibilità) dal sottostante strato più freddo, che permane fino alla ripresa delle perturbazioni autunnali, quando va assottigliandosi sempre più, fino a scomparire del tutto con il ripristino dell'omogeneità termica della colonna.

Per quanto concerne le specie che popolano il Mare Nostrum, la relativa povertà, a livello quantitativo, di organismi ne determina la caratteristica trasparenza delle acque, in contrapposizione alla ricchezza qualitativa rinvenibile. Caratteristica dell'ambiente mediterraneo è la Posidonia oceanica una vera e propria pianta, e non un'alga come comunemente viene ritenuta: le alghe non hanno fiori e frutti, né tantomeno sono differenziate in organi specializzati, cosa che invece accade a livello della Posidonia. Considerata l'importanza che riveste per tutto il mar Mediterraneo, meriterebbe un capitolo a parte, cosa peraltro non possibile. Va comunque ricordato che essa è una specie endemica di questo mare, dove forma estese praterie, che, principalmente in relazione alla trasparenza delle acque, possono raggiungere anche i 40 metri di profondità. La pianta è formata da lunghe foglie riunite in fasci, i quali crescono a partire da un rizoma (fusto) allungato, da cui si dipartono le radici che la ancorano al terreno. Essa funge inoltre da substrato, sia con le sue foglie che con i rizomi, per un elevato numero di specie, sia animali che vegetali, che si dispongono nelle due differenti zone a seconda della loro minore o maggiore predilezione per la luce (scarsa a livello dei rizomi, maggiore per lo strato fogliare).

Numerosi sono i pesci rinvenibili fra le sue foglie e non perché se ne cibino direttamente, ma perché questo ambiente viene utilizzato sia come nursery, sia per la ricchezza di nutrienti presenti. Se a prima vista un'immersione su una prateria di Posidonia pare non riservare grandi sorprese, ad una più accurato esame sono molti gli organismi osservabili, come ad esempio la Pinna nobilis un mollusco che generalmente emerge solo con la sua estremità superiore dai posidonieti, vivendo con la parte basale infissa nel substrato o i "cavallucci marini", Hippocampus di più difficile visione. Probabilmente il mar Mediterraneo non presenterà il fascino dei mari tropicali, con le loro barriere coralline, ma un'immersione nelle sue acque regalerà sicuramente delle piacevoli sorprese. Fra queste le spugne diversamente colorate, dalle più comuni Clathrina somiglianti a pezzi di rete aggrovigliata giallo vivo e Cliona, spugne perforanti generalmente gialle importanti dal punto di vista ecologico, al genere Axinella, particolarmente apprezzate dai subacquei per il loro aspetto a colonna più o meno ramificato e colorazione gialla o arancione. Ammirate sono anche le gorgonie, fra cui la Paramunicea clavata generalmente presente al di sotto del termoclino con grandi ventagli di colore solitamente rosso o viola orientati secondo le correnti dominanti ed il famoso corallo rosso, Corallium rubrum un gorgoniaceo presente con colonie arborescenti generalmente di piccole dimensioni e rosse (la colorazione presenta comunque notevoli variazioni, andando dal rosso scurissimo al più raro bianco), amante di zone a scarsa illuminazione, salinità costante e ridotta agitazione delle acque.

Sempre per quanto concerne animali vivacemente colorati, non possiamo non ricordare i molluschi nudibranchi, come la "vaccherella di mare", Peltodoris astromaculata, il cui nome volgare deriva dalla presenza di macchie scure sul corpo bianco e la Flabellina affinis, lilla o porpora. Vistosi sono poi anche gli anellidi come la Sabella penicillus, abbastanza comune su tutti i fondali e con una corona di branchie variamente colorata o la Bispira volutacornis, con una corolla divisa in due parti o lo Spirographis spallanzani, con caratteristiche simili ai precedenti e corolla maggiormente spiralizzata in numerosi giri concentrici. Da non dimenticare poi che non così difficile in Mediterraneo risulta essere l'incontro con un'aragosta, Palinurus vulgaris, o con un astice, Homarus gammarus, che non è, come molti credono, il maschio dell'aragosta.

Fra i pesci, numerosi sono i generi che vivono in questo mare e da ricordare che, sempre nel Mediterraneo, fra i mammiferi marini sono presenti i cetacei e la foca monaca (Monachus monachus), ormai purtroppo quasi sicuramente scomparsa e fra i rettili la tartaruga Caretta caretta è in grado di riprodursi anche in queste zone.






MAR ROSSO:

Il Mar Rosso, oltre ad essere considerato una appendice della regione indopacifica, è per i geologi un oceano in via di formazione, con una profondità che nonostante la sua scarsa estensione raggiunge i 2600 m. Compreso in gran parte nella fascia tropicale e grazie anche all'isolamento dalle acque fredde profonde dell'Oceano Indiano, con cui comunque comunica attraverso lo Stretto di Bab el Mandel, presenta temperature particolarmente elevate (da un minimo di 17.5°C circa ad un massimo di 31°/32°C), ed un aumento di queste all'aumentare della profondità, una peculiarità che lo differenzia nettamente dagli altri mari.
Il Mar Rosso, oltre ad essere considerato una appendice della regione indopacifica, è per i geologi un oceano in via di formazione, con una profondità che nonostante la sua scarsa estensione raggiunge i 2600 m.

Compreso in gran parte nella fascia tropicale e grazie anche all'isolamento dalle acque fredde profonde dell'Oceano Indiano, con cui comunque comunica attraverso lo Stretto di Bab el Mandel, presenta temperature particolarmente elevate (da un minimo di 17.5°C circa ad un massimo di 31°/32°C), ed un aumento di queste all'aumentare della profondità, una peculiarità che lo differenzia nettamente dagli altri mari.

Anche per quanto concerne la salinità il Mar Rosso è abbastanza singolare, infatti l'assenza di fiumi e la scarsità delle precipitazioni, nonché la sua localizzazione geografica e la notevole evaporazione (più forte verso nord) determinano un valore di questa superiore alla media. L'elevata temperatura, la salinità piuttosto costante e la trasparenza delle acque lo rendono un mare ideale per lo sviluppo dei coralli, che si organizzano in barriere costiere, se non a volte addirittura in microatolli. Le barriere costiere o barriere di frangenti sono barriere prossime alla riva, che si estendono parallelamente ad essa in vicinanza o separate da un tratto di acqua ovunque vi sia un fondale idoneo all'attecchimento dei coralli; inoltre presentano un accrescimento verso l'esterno, mentre la parte del reef più prossima alla riva risulta erosa. Per quanto riguarda i microatolli e le barriere coralline vere e proprie, che rispetto alle precedenti si trovano a maggiore distanza dalla costa e sono separate da essa da uno spazio di mare ed una profondità maggiore, si trovano soprattutto al largo delle coste egiziane, del Sudan e dell'Arabia Saudita.

Gli abitanti dei reef trovano in queste strutture protezione, nutrimento e siti di deposizione per le uova; da qui la ricchezza animale e vegetale di queste aree, che fungono anche da substrato per numerosi organismi. Numerosi sono i coralli costruttori: Acropora, variamente ramificate a seconda delle specie (dalle formazioni a "corna di cervo" ad una organizzazione ad ombrello), e con colorazioni chiare, marroni o roseo-biancastre; Pocillora verrucosa o "madrepora lampone" per il caratteristico colore violaceo; Stylophora. o "corallo cappuccio", dai coralli piuttosto tozzi e con superficie ricoperta da sottili spine; Favites formato da colonie massicce; Favia favus o "corallo mosaico"; Pachyseris speciosa, con colonie organizzate tipo larghe foglie; Platygyra o "madrepora cervello" e varie specie appartenenti al genere Fungia o " madrepora fungo", riconoscibili per la forma discoidale, ovale o allungata e colorazione variabile dal marrone al verde.

Tra gli Alcionarii o "coralli molli" abbonda Dendronephthya, dalla struttura arborescente e colorazione vivace che vira dal rosso all'arancio o al violetto, mentre fra i Gorgoniacei è possibile osservare le specie, non sempre organizzate a ventaglio, appartenenti al genere Acabaria e le Juncella Juncea o "corallo frusta", simili a lunghi steli di colorazione rossastra del tutto privi di ramificazioni. Fra i coralli ed i ventagli di gorgonie, si ritrovano svariati organismi più o meno mobili, come lo Spirobranchus giganteus o "verme albero di Natale" per il suo aspetto ad abete, numerosi Molluschi bivalvi, come la nota Tridacna gigas dai forti colori tendenti al blu-violetto del mantello o Pedum spondyloideum, visibile solo ad un attento esame ed i Nudibranchi, fra cui la rinomata Hexabranchus sanguineus o "ballerina spagnola", di un vivace colore rosso ed attiva soprattutto di notte, quando si muove in cerca di nutrimento. Facilmente riconoscibili anche il "riccio diadema" o Diadema setosum per le lunghe spine nere ed il "riccio matita" o Heterocentrotus mammillatus dagli aculei cilindrici e con apice arrotondato, nonché la "stella corona di spine" o Acanthaster planci dalle solide braccia coperte di spine e conosciuta ai più per la sua fama di distruttrice di coralli, dei cui polipi si nutre.

Chiunque si immerga in Mar Rosso, anche solo con pinne e maschera, rimane comunque sicuramente colpito dalla variopinta moltitudine di pesci che si trova di fronte. Di questi il 10% circa delle specie è endemica, si tratta cioè di una specie che vive in una determinata area geografica ed in questa soltanto, come lo Pseudochromis fridmani, un piccolo pesce di colore violetto fluorescente più scuro nella parte posteriore e Heniochus intermedius o "pesce farfalla bandiera del Mar Rosso", dalla caratteristica forma triangolare con bande nere verticali.

Spettacolari sono poi gli incontri con il Cheilinus undulatus o "pesce Napoleone", dal corpo voluminoso contraddistinto da una grossa protuberanza frontale e labbra carnose, con le tartarughe marine, i delfini, i fitti banchi di serranidi color arancione splendente e le numerose specie di squalo, fra cui lo "squalo di scogliera a punte bianche" o Triaenodon obesus, il cui nome volgare deriva dalle estremità della pinna caudale e dorsale colorate di bianco, lo "squalo coda nera" o Carcharinus wheeleri, lo "squalo martello" o Sphirna mokarran e lo "squalo nutrice" o Nebrius ferrugineus, tutti presenti in questo mare.

Vivono in Mar Rosso anche la Taeniura lymna o "pastinaca a macchie blu", dal corpo schiacciato giallo-bruno a macchie blu sul dorso, la Torpedo sinuspersici o "torpedine marmorata del Mar Rosso" e la Aetobatus narinari o "aquila di mare", da non confondere con la Manta birostris o "manta", un pesce questo dalle grandi dimensioni e caratteristiche espansioni anteriori delle pinne cefaliche, utilizzate per convogliare il plancton verso la bocca.





MARI TROPICALI:

Le aree tropicali e subtropicali, a nord ed a sud dell'equatore, grazie alla generale presenza di acque calde, limpide, ben illuminate ed a salinità pressoché costante sono l'ambiente ideale per lo sviluppo dei coralli edificatori di scogliere; in questa fascia compresa fra i due tropici la loro diffusione non è comunque uniforme, essendo direttamente dipendente da fattori fisico-chimici: temperature al di sotto dei 20°C, bassa salinità ed acque torbide limitano la loro propagazione.

Le aree tropicali e subtropicali, a nord ed a sud dell'equatore, grazie alla generale presenza di acque calde, limpide, ben illuminate ed a salinità pressoché costante sono l'ambiente ideale per lo sviluppo dei coralli edificatori di scogliere; in questa fascia compresa fra i due tropici la loro diffusione non è comunque uniforme, essendo direttamente dipendente da fattori fisico-chimici: temperature al di sotto dei 20°C, bassa salinità ed acque torbide limitano la loro propagazione. Anche lunghi periodi di esposizione all'aria, venti ed onde influenzano la crescita di queste strutture coralline.

Esistono tre tipi principali di banco corallino: le barriere costiere (fringing reefs in inglese) crescono in acque poco profonde parallelamente alla costa e sono più o meno separate da essa da un tratto di mare; le barriere coralline (barriers) sono, rispetto alle precedenti, più lontani dalla riva e si estendono in modo continuo per distanze superiori; gli atolli sono, invece, isole coralline anulari racchiudenti al centro una laguna, comunicante con il mare attraverso uno o più passaggi. Secondo la teoria di Darwin molti atolli si sono formati sopra antichi coni vulcanici che sono andati via via sprofondando con una velocità paragonabile a quella di crescita dei coralli stessi.  Questi sistemi sono considerati delle vere e proprie oasi di vita in un'area così povera di nutrienti come quella tropicale. I coralli sono animali, morfologicamente identificabili come piccoli polipi provvisti di un corpo gelatinoso racchiuso in uno scheletro calcareo a forma coppa dentro il quale si possono ritirare.

I coralli costruttori di scogliere, formati da colonie di polipi, sono differenti dal corallo rosso presente nel Mar Mediterraneo appartenendo questo alla sottoclasse delle gorgonie e non a quella delle madrepore come gli edificatori di banchi, che come ulteriore caratteristica accolgono al loro interno delle alghe unicellulari, le zooxantelle, con le quali attuano una simbiosi (ovvero entrambi gli organismi, il corallo e l'alga traggono vantaggio da questa associazione). E' proprio la presenza di queste alghe che limita la diffusione dei coralli madreporici. Intorno ai reefs si osserva una flora ed una fauna particolarmente ricca, anche se con caratteri differenti a seconda delle diverse regioni.

I polipi dei coralli fungono da nutrimento per numerose specie di pesci, ricci di mare ed altri animali; basti pensare che la sabbia bianca tipica di questi ambienti deriva dalla frantumazione delle madrepore, di cui i "pesci pappagallo" sono i maggiori responsabili, brucandole con la loro robusta dentatura ed espellendo il calcare che va a depositarsi sul fondo.

Oltre a questi pesci particolarmente variopinti, appartenenti alla famiglia degli Scaridi, vi sono i "pesci palla" (Tetraodontidi), presentanti la capacità di gonfiare il corpo fino a farlo divenire sferico grazie all'ingestione di acqua o aria, i "pesci istrice" (Diodontidi), diversi dai precedenti per la presenza di spine acute e robuste sparse su tutto il corpo, i "pesci balestra" (Balistidi), dal corpo rivestito di squame consistenti e ruvide e spesso adorni di vividi colori, i Labridi, talvolta con grosse labbra e colori brillanti, nonché contrasti di tinte, i "pesci farfalla" (Chetodontidi), dal corpo corto, alto, compresso, vivacemente colorato e bocca piccola, i "pesci angelo" (Pomacantidi), di dimensioni leggermente superiori ai precedenti ed una colorazione che sovente varia con l'età, i "pesci ago" (Singnatidi), dal corpo allungato e sottile, le murene (Murenidi), prive di pinne pettorali e lingua, i gronghi (Congridi), i "pesci pietra" (Sinaceia), difficilmente visibili a causa della colorazione del corpo e munito di spine velenose, i "pesci scorpione" (Pteroidi), con pinne dai lunghi raggi, spettacolare quando si muove allontanandosi dai coralli in cui generalmente si rifugia ed i "pesci pagliaccio" (Pomacentridi), indopacifici come diffusione ed associati agli anemoni, con cui instaurano una particolare simbiosi.


Abitanti dei mari tropicali:
Naturalmente, ogni fondale possiede caratteristiche peculiari che dipendono anche dalla latitudine e dalla longitudine a cui si trova. Nell'immaginario collettivo i mari tropicali sono spesso identificati con la presenza della barriera corallina, il che però non è sufficiente per definirli, ma è sicuramente un elemento dominante.

La barriera è essa è costituita da un insieme di comunità di organismi filtratori, appartenenti al phylum dei Cnidari, alla classe degli Antozoi, alla sottoclasse degli Ottocoralli, sono dei piccoli polipi che vivono in colonie, all'interno di strutture tubulari ramificate calcaree che essi stessi costruiscono. I polipi che muoiono lasciano la loro costruzione che viene usata come base per le costruzioni di altri, così la struttura cresce progressivamente fino a formare una vera e propria barriera, dando origine a un ricchissimo ecosistema. Dove trovano un habitat ideali molti animali veramente particolari, per citarne solo alcuni il pesce chirurgo, il pesce pagliaccio; la farfalla scorpione ad molti gasteropodi in grado, come il Conus di catturare anche dei i pesci.

Nei mari tropicali non mancano varie specie di squali - dal martello, al grigio, al bianco - nonché di altri selaci (cartilaginei) come le mante. Sono presenti inoltre le tartarughe marine che in queste zone, tropicale e sub-tropicale, possono anche nidificare. L'ambiente marino dei tropici non presenta infine una salinità superiore rispetto agli altri mari dal momento che le grandi piogge finiscono con incidere negativamente sulla sua stessa salinità e compensare la forte evaporazione.


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